martedì, 03 giugno 2008
BEATLES DAY 2008

DOMENICA 8 GIUGNO - dalle 10.30 alle 24.00
PRESSO IL MUSEO DELLA MILLE MIGLIA
A BRESCIA località SANT’EUFEMIA – Viale della Rimembranza 3

THE BEATLES’ DAY  2008
1968-2008  THE WHITE ALBUM (L’ALBUM BIANCO)
40th Anniversary Celebration

Oltre a The Triflers, altre 50 bands e più ed ospiti a sorpresa.
Il Beatles Day 2008 (19a edizione) organizzato da Beatlesiani d’Italia Associati con il Patrocinio del Comune e della Provincia di Brescia ed il sostegno dell’Ottava Circoscrizione, si svolgerà a Brescia domenica 8 giugno, per tutta la giornata e fino a tarda sera, su tre palchi allestiti, presso la stupenda millenaria struttura del MUSEO DELLA MILLE MIGLIA situato in località Sant’Eufemia. Il Beatles Day 2008 è stato inserito negli eventi celebrativi dei mille anni del monastero benedettino in cui ha sede il Museo della Mille Miglia, la storica corsa automobilistica.
L'ingresso sarà libero.
E' doveroso ricordare che il coinvolgimento delle oltre 50 Beatle-Bands e ospiti a sorpresa che verranno a Brescia da tutta Italia per celebrare il 40° anniversario dell’ALBUM BIANCO (The White Album) senza ricevere alcun compenso, oltre che per partecipare alla celebrazione dei Fab Four, servirà anche per sostenere le cause umanitarie di alcune associazioni presenti.


Beatles_Day_2008
postato da: Vovo63 alle ore 22:46 | Permalink | commenti
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domenica, 30 marzo 2008
Alquanto tardivamente, segnalo e riporto la partecipazione dei TRIFLERS al Harrison Day, il 16 Marzo 2008, alla Nave di Harlock di S. Polo (Brescia).


Harrison 16.3.08Altri gruppi che si sono esibiti:
Beat Brothers, Beatlesianna, The BeaTops, Fabio Koryu Calabrò, Grammy Says Band, Vintage People, Oldies, Giancarlo Pedrazzi, Sound Beat Air, Boris Savoldelli, Siria & Francesco, Tristano Giambelli, Marco Tonincelli (Joujoux D’Antan).


I Triflers hanno presentato un programma di cinque pezzi, eseguiti secondo la seguente scaletta:
1) All  those years ago  (cantata da Dario)
2) I me mine  (cantata da Franz)
3) Blue Jay way  (cantata da Vovo)
4) Wah-Wah (cantata da Dario e un pò da tutti)
5) My sweet Lord (cantata da Robi)

Su richiesta, hanno poi proseguito con:
6) Old brown shoe
7) Back in the USSR
8) Lady Madonna
9) Let it be
postato da: Vovo63 alle ore 22:10 | Permalink | commenti
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domenica, 17 febbraio 2008
Dunque, sabato scorso, 9 Febbraio 2008,  i Triflers  hanno tenuto il loro concerto beatlesiano a La Thuile, suonando ben 42 canzoni in circa 3 ore, dalle ore 14.30 alle 17.45.
Giornata lunga e faticosa ma appagante e divertente !

Eccovi tre immagini:

Il viaggio (Dario, il chitarrista), la preparazione del "palco", dopo il concerto (Robi, Franz, Vovo)

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postato da: Vovo63 alle ore 21:07 | Permalink | commenti
categoria:triflers
sabato, 12 gennaio 2008
"Se volete che vostro figlio sia intelligente, raccontategli delle fiabe.
Se volete che sia molto intelligente, raccontategliene di più."

Albert Einstein
postato da: Vovo63 alle ore 22:32 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 04 gennaio 2008
Questa fiaba per bambini l'ho scritta nell'estate del 2004:  l'ispirazione mi venne mentre passeggiavo all' Abetone;  poi la scrissi seduto al sole, irradiato di bellezza e armonia, sul prato del Campo dei Miracoli a Pisa, e infine la corressi  a Tonfano.
L'anno scorso ha vinto il secondo premio al Concorso Letterario  "Una fiaba per Basiano".

Sia per tutti di buon auspicio ad essere ottimisti e non disperare mai.


LA PIETRA E IL RAMO

C’era una volta, in un bellissimo bosco pieno di sentieri che consentivano dolci e rilassanti passeggiate, un grande albero di mele, che con i suoi rami più alti e robusti e ricchi di foglie, offriva una freschissima ombra per il ristoro dei viandanti.
Tra i suoi rami più giovani, ve ne era uno bello e robusto che, non ancora troppo alto da terra, aveva stretto amicizia con una pietra bella tonda, che giaceva proprio sotto il melo.
La pietra era invece assai vecchia, ormai grande poco più di un pugno, per via di un ruscello che pian piano la levigava da moltissimi anni, ogni volta che le sue acque erano in piena.
Il ramo e la pietra si facevano molta compagnia, ogni giorno, facendo lunghe e vivaci conversazioni filosofiche sull’Amore, sulla Natura e sulla Vita, che solo chi ama la vita nella natura può almeno immaginare, se non anche sentir di cuore.
Sarebbe forse così dolce, piacevole e rilassante camminare per sentieri, se non sapessimo ascoltare le voci, i suoni e i pensieri del bosco ?

“Buon giorno Pietra !” - esclamò un mattino il giovane Ramo, colmo di entusiasmo e allegria - 
“Sta arrivando la Primavera, ed io sono proprio felice: vedi quante nuove foglie verdi mi stanno spuntando ? Che belle ! E’ davvero delizioso sentirsele accarezzare dal vento, e sentirsi vivi, crescere al Sole, e vedere da questa altezza le persone che passano. Oh, diventerò un ramo alto e forte ! E sai che alla fine dell’Estate…darò anch’io dei frutti: delle belle mele rosse e dolci che qualche bimbo coglierà e assaporerà. Oh, come sarò felice !”

La Pietra ascoltava generosamente e sorrideva alla fresca vivacità del suo giovane amico che le lasciava spazio solo per poche parole: “Se maturerai le tue mele di Vento e di Sole, beato il bimbo che ne gusterà il succo e la polpa…”
“Oh amica Pietra, ma che puoi saperne tu del succo di mela ?” – replicava il Ramo –
“Sei così diversa da me… Vedi, io ogni anno cresco, divento un ramo sempre più lungo e robusto, mi protendo verso il cielo, avrò fogliame e mele, ma tu…povera pietra, deve esser triste la tua vita…tu sei dura…arida…immobile su questo prato, non dai frutti e non sei utile a nessuno…”

La Pietra era ormai troppo saggia per risentirsi delle brusche e indelicate parole del Ramo e dunque, con la sua consueta pacatezza, dolcemente rispose: “Non avere mai troppa fretta a giudicare chi è più vecchio di te. Sai…le tue parole mi ricordano di come ero io, moltissimi anni fa, quando… - oh quanti secoli saranno già trascorsi ! -  quando anch’io ero giovane e superba: ero una robusta pietra da costruzione, felicemente collocata proprio tra le merlature della più alta torre del castello di Boscombroso. E anch’io ho conosciuto la gioia e la vertigine di essere in alto, quasi a toccare le nuvole e di conoscere e rimirare tutto il mondo intorno.
Ma venne un giorno in cui…arrivò un esercito nemico di cavalieri e fanti, armati di catapulte, arieti e torri d’assedio…che in sette settimane ridussero il castello ad un mucchio di sassi e macerie. Ed io fui persino scagliata come proiettile per fionda.”
“Oh…che duro Destino è stato il tuo…”  commentò stupito il Ramo.
“Vedi…amico mio,  è vero, io non ho i tuoi dolci frutti da offrire al mondo e non c’è mai nessuno che mi presti attenzione, ma io sono felice anche quando una pigra lucertola viene a posarsi su di me per prendere il Sole; quando un piccolo insetto scava il terreno sotto di me per costruirsi un riparo; quando l’acqua del ruscello mi regala il suo fresco abbraccio. Il Destino non è mai né troppo duro né troppo dolce, se accetti la Vita ogni dì nel bene e nel male, così come ti viene incontro”.

Il Ramo riconosceva e apprezzava molto la saggezza della Pietra, dalla quale aveva tutto da imparare, e faceva sempre tesoro delle sue parole.

Ma un brutto giorno, vagabondava per caso nel bosco un monello di ragazzino annoiato, del tutto sordo ai richiami del bosco e della natura, che non trovava miglior passatempo che provare la sua forza acerba spezzando i rami delle piante che incontrava.
E quando fu vicino al nostro giovane Ramo del melo, a nulla valsero le sue suppliche spaventate: “Ti prego, ti prego...non spezzarmi !”
“Piuttosto scaglia me più lontano che puoi” – lo implorava invano la Pietra per salvare il suo amico. Ma il ragazzino, insensibile, adoperò forza con entrambe le mani e spezzò il Ramo dal tronco dell’albero.

“Ahimè…quale triste e sfortunato destino mi è capitato! La mia vita è finita. Non ha più alcun senso. Non conoscerò mai più nuova gioia.” – piangeva il Ramo.
“Oh…non dire così” – lo animava la Pietra – “Nessuna Vita è mai priva di gioia per sempre.
Chi sa che un giorno tu non abbia a conoscere nuove e più profonde forme di felicità ?  La Vita sempre ci trasforma, sempre ci riserva qualcosa che merita vivere, sempre ci sorprende.”
Ma il Ramo singhiozzava e ogni dì piangeva lacrime di linfa e rugiada. Non era facile consolarlo.
E così passarono molti lunghi giorni davvero tristi per la Pietra e il Ramo.

Fino a quando, una bella domenica di Primavera, i due amici scorsero da lontano il bimbo Lorenzo di Boscombroso - un vivace frugoletto che tutti chiamavano Lorenzin-del-Bosco, per via delle lunghe passeggiate nei sentieri che amava fare mano nella mano col suo babbo. 
Quella mattina si era svegliato molto prima del solito: un po’ per il cinguettare dei passerotti, un po’ per la luce del primo sole; ma soprattutto, per via di un brutto sogno che l’aveva tanto spaventato e che ancora aveva davanti agli occhi, come spesso accade ad ogni bambino sensibile.
“Babbo…” – raccontava ancora tutto agitato – “Ho di nuovo sognato quel brutto Orco peloso con gli artigli e le zanne…che mi catturava nel bosco e mi voleva mangiare !… Non voglio più passeggiare laggiù…ho tanta paura !”

Allora il Babbo, con dolce pazienza e contagiosa tranquillità, lo rassicurava spiegandogli: “Tesorino mio, se l’Orco ti voleva catturare nel sogno, non è qui nel nostro bosco che lo incontrerai…. e chissà forse, invece, …nel Bosco potremmo trovare qualcosa per sconfiggere l’ Orco…magari una spada magica ?! Chi lo sa…”
E così il bimbo si convinse e dunque partirono per la consueta passeggiata fino al ruscello.
Lorenzin-del-Bosco che era sempre un attento e curioso osservatore della natura, giunto vicino al melo, notò la Pietra e il nostro Ramo spezzato: da quest’ultimo ne tolse le ultime foglie, lo soppesò come un manico diritto e robusto e avvicinatolo alla pietra ideò raggiante:
“Babbo ! Mi costruisci una Scure, come quella degli uomini primitivi ?… Così mi viene coraggio, se incontriamo l’Orco !”

Il Ramo e la Pietra finirono dunque legati stretti insieme l’uno all’altra, nell’insperato e inimmaginabile Destino della mano di un bimbo, che di quella Scure fece il suo più caro e prezioso oggetto di fantasie e giochi di battaglie.

Quella notte stessa, quando in sogno arrivò il solito terribile Orco peloso per catturarsi il suo bimbetto indifeso, Lorenzin-del-Bosco lo colpì invece sul muso con la sua rassicurante e potente Scure; e l’Orco – sorpreso e dolorante – per non prendersi altre botte scappò via di corsa, lontano lontano.

E da quella notte, nei sogni di Lorenzin-del-Bosco non comparve mai più alcun orco malvagio: la Scure di Ramo e Pietra, adagiata vicino al suo lettino, li aveva scacciati per sempre.
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mercoledì, 02 gennaio 2008
E non è che al 1 Gennaio ci sia molta altra gente in spiaggia...

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mercoledì, 02 gennaio 2008
Anno Nuovo...
Stessa faccia di sempre, un po' deformata dalla fotografia autoscattata, con braccio allungato stile Mr. Fantastic !
Un pochino...imbronciato...per  non poter mai poltrire come si desidera, causa  moglie mai  paga di mare e  spiaggia.

Comunque...Buon Anno a tutti.
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domenica, 23 dicembre 2007
Tanti Auguri di Buon Natale e Buon Anno anche a tutti coloro che (per sbaglio ) passeranno di qui !
Questo è il biglietto d' Auguri preparato da Lorenzo (7 anni).


Lorenzo_Natale_2007_Italians
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domenica, 16 dicembre 2007
Eric e Lorenzo in versione Dickensiana...

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postato da: Vovo63 alle ore 23:13 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 13 dicembre 2007
Ieri sera Eric (4 anni il prossimo febbraio), mi ha posto il suo primo quesito religioso:

"...Babbo...all' asilo la mia maestra ci dice sempre: "fate i bravi...che Gesù vi vede...", ma come fa a vedermi...Gesù non era morto in croce ?!"
postato da: Vovo63 alle ore 22:37 | Permalink | commenti (2)
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